auguste rodin

 

Rodin a Roma in una mostra spettacolare ospitata nelle grandi aule del complesso monumentale delle terme di Diocleziano.

 

l’isola di wight

la bellezza di quelle aule, che sussurrano i tempi .. lasciano passare tra i marmi più suadenti che l’umanità possa concepire ..
meraviglia sentire la vita così diafana e perfetta nell’espressione del pensiero che si rende plastica marmorea .. bianca .. pura .. rarefatta ..

è idea totale ..

intatta ..

diventa una nuvola, non di organico agire d’atomi, ma plasma le forme, che le idee hanno dentro la carne delle esplosioni fulminee date dal contatto elettrico, generato in un sofisticato meccanismo biologico, ..
e sono pietra ..
a raccontare la vita ..

meraviglia placida .. silente e roboante nella sua cascata di pensieri che genera al solo toccarla con lo sguardo ..
una tempesta occulta .. genera empatia ..
irrompe nell’animo ..

racconta la storia umana .. il suo andare .. e il suo provenire ..

siamo pietra,

piena di vita ..

 

 

Ispirazione. Evanescente pensiero che vaga. Emerge dal nulla. Attraversa il tutto. Spontaneo si forma. Interiormente. Cerca forma nell’aria. Nel mondo ..

Così delicate spumeggiano le creazioni di un grande. Un pensatore. Uno sbozzatore. Decoratore. Il cui afflato ispiratore principale risaliva nel tempo di trecento anni. Uno scultore ed architetto che cercò di avvicinarsi anche alla pittura: Michelangelo.

Nella semplicità estrema di Auguste Rodin si legge ogni totale riflessione del pensiero umano.

L’immediatezza è il percorso più breve che come la luce, veloce, accende ogni spinta ed è movimento vitale.

Di lui si possono leggere idee, sentimenti, riflessioni nel solo lasciar scorrere lo sguardo sulle superfici della perfezione che il marmo sa scolpire.

Egli realizzava l’attimo in uno scoop perpetuo che solo il giganteggiare della pietra sa esprimere e il pondus dell’evoluzione del pensiero umano sappia afferrare.

Rivoluzione di un epoca.

Instaurazione di ogni novità, traina evoluzione, comunica emotività, rispecchia la necessità di indicare cammino narrando storia, arte, civiltà …

Auguste Rodin, il cui solo nome automaticamente si lega ad una poesia meravigliosa, permette di riflettere su quanta caducità abiti l’umanità e di quanta prorompente bellezza sia comunque intrisa.

Un viaggio continuo che altalena il suo sentire tra voglia di essere e infinita consapevolezza che ‘essere’ è un attimo in trasformazione perenne.

Un istante infinito che in sé già genera la meraviglia.

Come lo stupore fresco che ogni opera da lui realizzata lascia addosso …

Donare l’ “intorno”, magmatico, ad ogni immagine che la pietra rende in sbozzo, è da assimilare allo sfondo di una tela in cui lo sguardo si perde in un paesaggio o prospettiva.

Qui delinea solamente l’indefinita natura delle idee, il crearsi continuo del pensiero.

Ed è pittura dentro la scultura.

 

 

 

 

Rodin. il marmo, la vita

Il patrimonio genetico dell’arte di Rodin appartiene al legame con Roma, al suo essere fonte ispiratrice di classicità e rivoluzione.

Rodin torna a Roma come nelle sue passeggiate ideali che lo affascinarono e ispirarono suggerendo alla sua creatività ogni mirabile novità nascente da tutta la classicità, del suo straripante messaggio di eternità, canone e stereometria non solo visiva, ma di pensiero.

Emanazione e concepimento. La purezza del pensiero che racconti dell’umano ogni crescita. Ogni saggezza. Forte e placida. Come il dialogo interiore che la pietra chiara nelle idee e suggestioni sa creare.

Ho passeggiato ammirata dell’allestimento favoloso realizzato dall’atelier di Didier Faustino. Leggerezza di veli bianchi assimilano la pietra alle nuvole.
La luce vi passa attraverso: è il pensiero senza confini. Realizza le idee poggiate nel laboratorio di un artista su tavole di sostegno, e i tubi innocenti della struttura echeggiano i colori delle effigi della Roma imperiale, rosso purpureo e oro …

Mirabili trait d’union a tutto campo. Particolari universali.

 

 

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Inserito da e-zine il 5 Marzo 2014