8208 LIGHTING DESIGN FESTIVAL

8208 Lighting Design Festival
4.11 ¬– 27.11 2016
Como

8208 Lighting Design Festival è un festival diffuso promosso da Fondazione Alessandro Volta, Festival della Luce e Comune di Como, con il sostegno di Fondazione Cariplo e con il patrocinio de La Triennale di Milano.

Il Concept
8208 è il nome di un asteroide che è stato dedicato a Volta insieme a un cratere della luna.
Il progetto 8208 Lighting Design Festival si muoverà̀ come un asteroide, veloce, accecante, imprevedibile.
Attraverserà̀ la città di Como con la magia della luce e lo stupore dell’arte, con il compito ambizioso di trasformare il contesto urbano.
Nel corso degli ultimi decenni, si è sviluppato un complesso corpo di lavori nell’intersezione tra arte, scienza e tecnologia: la cosiddetta New Media Art. Con la crescente accessibilità delle nuove tecnologie e lo sviluppo della cultura digitale, questa ricerca è esplosa, conquistando una numerosa massa di artisti.
L’accento sulla tecnologia vuole sottolineare il ruolo innovativo che questa svolge oggi nei confronti della creazione artistica, in un campo di espressione che sta tra il visivo, il sonoro e il corporeo.
Ma tra questi, perché la luce? Da sempre il mistero della luce attraversa il confine tra l’arte e le scienze abbracciando un ampio spettro di discipline, dall’ottica alla fisica, dalla filosofia alla pittura. Solo la luce può darci la possibilità di modificare la nostra percezione visiva dello spazio. La luce è il contenuto e la forma.
Le installazioni presenti a 8208 Lighting Design Festival renderanno la luce palpabile come un oggetto, mentre i confini dello spazio sembreranno distorcersi. L’ambito di questo festival è quello del cosiddetto augmented space, uscendo dagli spazi canonici dell’arte, come musei e gallerie, per inserirsi nel public space, nelle vie, nelle piazze, nell’ambiente urbano considerato non come sfondo, ma come opera.
Le installazioni rimodelleranno questi spazi sollecitando una sensazione di spaesamento e di perdita dei punti di riferimento. Entrando nell’opera d’arte site-specific, gli osservatori non si troveranno di fronte un luogo fine a se stesso, ma una specie di passaggio intermedio, in cui emerga una tipologia di esperienza senza precedenti.

Il Festival
8208 Lighting Design Festival, che si terrà a Como dal 4 al 27 Novembre, sarà un festival di respiro internazionale che coinvolgerà artisti, designer, università, professionisti provenienti da tutta Europa.
In 5 luoghi simbolo della città di Como verranno esposte 5 installazioni luminose site-specific: il Palazzo del Broletto, il Teatro Sociale di Como, il Molo di Viale Geno, Piazza San Fedele e Porta Torre.
Durante questo periodo saranno proposti vari eventi speciali, workshop e lecture per affrontare il tema della luce da un punto di vista artistico.
I workshop, sia teorici sia pratici, affronteranno una serie di contenuti riguardanti la luce, ponendo in esame il tema dell’incontro tra arte contemporanea e innovazione digitale.
Il tema della luce verrà approfondito anche in una serie di lecture con la partecipazione di università nazionali e internazionali in relazione allo spazio pubblico e ai beni culturali, così come in alcune mostre e nelle esposizioni.

Il Programma
8208 Lighting Design Festival è un festival gratuito e si articola in 5 installazioni, 5 eventi, 3 talk, 3 mostre e 2 workshop: il programma completo sarà presentato alla conferenza stampa, che avrà luogo Venerdì 28 Novembre alle ore 11.30 presso la Pinacoteca Civica di Como è sarà consultabile sul sito www.8208.it.
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INSTALLAZIONI

1.
ARTISTA: CARLO BERNARDINI
LUOGO: PALAZZO DEL BROLETTO
TITOLO: TRAIETTORIE ORBITALI
SITO: WWW.CARLOBERNARDINI.IT

BIOGRAFIA:
Carlo Bernardini (Viterbo, 1966) vive e lavora a Milano, dove insegna Installazioni Multimediali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera; esordisce nei primi anni ‘90, realizza a partire dal 1996 installazioni in fibre ottiche, superfici OLF e superfici elettro-luminescenti.
Dagli anni ‘90 conduce una ricerca sperimentale basata sull’elemento spazio-luce, realizzando installazioni in fibre ottiche e sculture. La forma astratta dell’opera è tesa a trasformare la percezione del luogo, inglobando lo spazio aereo nel complesso architettonico e cambiando aspetto in base al punto di osservazione. Le forme visive non essendo mai uguali a se stesse, da qualsiasi parte interna o esterna le si guardi determinano una riconfigurazione dello spazio in una nuova architettura di luce.
I materiali che Carlo Bernardini usa nelle sue grandi installazioni sono la presenza di un segno e contemporaneamente la sua virtualità, una presenza tanto più evidente quanto più invisibile è il suo supporto, e tanto più fisica quanto più è immateriale. La sua ricerca visiva s’incentra quindi sul concetto di trasformazione percettiva in cui la luce crea un disegno nello spazio, un disegno che cambia secondo i punti di vista e secondo gli spostamenti dello spettatore che si ritrova a vivere dentro l’opera.
OPERA:
Materializzato dalla luce fisica della fibra ottica, il progetto si basa sulla trasformazione dello spazio da contenitore dell’opera a forma aperta e permeabile. La forma astratta dell’opera visibile al buio è tesa a trasformare la percezione del luogo, inglobando in un illusorio volume il vuoto dello spazio. Le forme di luce si bloccano in una fissità apparente, determinando sottili giochi di equilibrio e una mobilità percettiva che permette di non vederle mai uguali a se stesse, da qualsiasi parte interna o esterna le si guardi. Il buio diviene la base di questo disegno mentale in quanto davanti a esso si è obbligati all’immaginazione. La riconfigurazione dello spazio in una nuova architettura di luce è ottenuta mediante la fibra ottica, mezzo atto proprio a trasmettere attraverso segnali ottici informazioni da un luogo ad un altro.

2.
ARTISTA: SOPHIE GUYOT
LUOGO: TEATRO SOCIALE DI COMO
TITOLO: HUMAN?
SITO: WWW.SOPHIEGUYOT.CH

BIOGRAFIA:
Dopo una formazione in lettere all’Università di Losanna (1989-1996), Sophie Guyot si lancia come autodidatta nella realizzazione di arti plastiche attorno alla luce, suo materiale prediletto.
Dal suo desiderio di circoscrivere la luce in spazi delimitati e chiusi, trasforma questa materia rendendola prossima per lo spettatore. Che si tratti di progetti su larga scala o più piccoli, il suo lavoro si concentra sull’incrollabile rapporto dell’essere umano con la natura.
OPERA:
Il concetto di Umanità ha ancora il suo posto nel mondo in cui viviamo?
Se lo guardiamo da vicino, e alla luce dei recenti avvenimenti – drammi della migrazione, chiusura delle frontiere, massacri e distruzione di massa – dovremmo dubitarne. L’umanità è una qualità, o al contrario, la fonte di tutti i mali?
L’installazione di H-U-M-A-N-?, composta da una sola parola luminosa seguita da un punto interrogativo, pone una questione innocente, quasi ingenua nella sua semplicità: siamo certi di sapere cosa significa essere umani?
A seconda di dove lo spettatore si posiziona, le lettere luminose appiano in modi incompleti o distorti. La parola risulta tronca. Non è leggibile e non si rivela completamente, se non da un punto ben preciso.
E forse sta proprio qui il concetto stesso di Umanità. A seconda del punto di vista adottato, ciò che inizialmente si presenta come un insieme di elementi eterogenei e frammentati può rivelarsi come una costruzione armoniosa e integra, percepibile nella sua interezza.

3.
ARTISTA: TOM DEKYVERE
LUOGO: MOLO DI VIALE GENO
TITOLO: RHIZOME
SITO: WWW.TOMDEKYVERE.COM

BIOGRAFIA:
Tom Dekyvere è un giovane artista mixed-media e scultore che lavora principalmente con installazioni luminose. Le sue opere sono state esposte nei più importanti festival di Light Art e nuove tecnologie.
Il lavoro rispecchia un’idea di rete (e di web), riflesso della nostra società attuale, che si fonde con la natura e dove le dis-connessioni tra le persone sono visualizzate come una ragnatela.
OPERA:
Rhizome esplora gli strati più profondi della realtà e della mente. Come gli alchimisti un tempo trovavano inaspettate connessioni, alla ricerca dei confini tra natura e tecnologia e tra materia morta e vivente, così Rhizome è un progetto in continua evoluzione e trasformazione che segue principi stocastici e formule apparentemente sconosciute. I fasci di luce rappresentano gli impulsi elettrici dei circuiti cerebrali, la fotosintesi delle cellule vegetali, la trasmissione di dati nelle estensioni digitali.
Rhizome mostra una realtà invisibile, l’equivalente del nostro subconscio collettivo, esplora e rende visibili le reti di comunicazione invisibili tra uomo e natura, tra tecnologia e big data.

4.
ARTISTA: ALESSANDRO LUPI
LUOGO: PIAZZA SAN FEDELE
NOME: FRAMMENTI DI REALTÀ
SITO: WWW.ALESSANDROLUPI.COM

BIOGRAFIA:
Nato a Genova nel 1975, da diversi anni vive e lavora a Berlino. Ha studiato all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Ha esposto, tra gli altri, alla Biennale di architettura di Venezia, al Museo degli Uffizi, al Verket Museum di Avesta in Svezia, e alla Kunsthaus Tacheles di Berlino. Nel 2008 durante la Biennale della Havana realizza un’installazione che è stabilmente esposta negli spazi della Esquela Nacional de Bellas Artes S. Alejandro. Nel 2010 ha inaugurato una scultura permanente nella Trubar House of Literature, commissionata in occasione della nomina capitale mondiale del Libro dell’UNESCO dalla città di Lubiana, in Slovenia. Il centro della ricerca artistica di Alessandro Lupi parte dalla luce, e si sviluppa con installazioni, e nuove tecniche dove colore, spazio e tempo si fondono dinamicamente. Ogni lavoro nasce come un mondo a sè, tutto si concentra sul concetto di “inversione” cioè sulla possibilità di offrire allo spettatore un punto di vista contrario a quello previsto e prevedibile, nelle sue opere la dicotomia di situazioni opposte come interno – esterno, libertà- prigionia, vita-morte è annullata dalla percezione quasi contemporanea dei due aspetti, che non privilegia alcuna prevalenza percettiva o gerarchica.
OPERA:
Frammenti di realtà è un’installazione che si integra nello spazio; una miriade di piccoli specchi rotondi ondeggiano con il vento e riflettono la luce diurna e notturna. L’opera segue i ritmi naturali, riflette lo spazio circostante e il sole dal suo punto più alto fino al calare della notte. Essa appare e scompare dipendendo dal punti di vista dello spettatore, mimetizzandosi, luccicando, e ricostruendo un architettura che, resa dinamica dalle condizioni meteorologiche, non è mai uguale a se stessa.

5.
ARTISTA: OLO CREATIVE FARM
IN COLLABORAZIONE CON LABORATORIO CREATIVO GEPPETTO E LIGHT ATTACK PROJECT
LUOGO: PORTA TORRE
NOME: LIMEN

BIOGRAFIA:
OLO creative farm nasce nel gennaio 2005 per opera di Mattia Amadori, Andrea Corti e Max de Ponti, nel centro della città di Como. Durante i lavori di ristrutturazione, prima dell’apertura dello studio, è stato rinvenuto un grande nano in terracotta, da cui deriva il nome del laboratorio creativo: “OLO” è la desinenza dei nomi di sei dei sette nani ispirati alla favola di Biancaneve dei fratelli Grimm. OLO creative farm si propone di sperimentare tecniche e rappresentazioni audiovisive e grafiche attraverso la sinergia creativa dei tre soci, designer della comunicazione. L’interattività gioca un ruolo cardine nella sperimentazione dello studio, che si dedica anche a trovare nuove strade per avvicinare la tecnologia alle persone, attraverso nuove tecniche quali il projection mapping e la realtà virtuale.
La forte propensione verso le arti cinematografiche, spinge inoltre lo studio a ideare e scrivere sceneggiature e a realizzare corti, lungometraggi e opere di videoarte. www.olocreativefarm.com
Il Laboratorio Creativo Geppetto è una realtà innovativa nel territorio italiano che progetta interazione a supporto di artisti multimediali per la creazione di opere in cui il fruitore vive esperienze immersive. È un gruppo di ingegneri e designer appassionati, con un’alta formazione specializzata che spazia dal design grafico e del prodotto a quello del suono, dall’ingegneria informatica all’elettronica. È una fucina di idee che provengono dalle diverse personalità e professionalità con cui collaboriamo: con una Fata Turchina elettronica animano gli oggetti di tutti i Geppetto, paradigma dell’artigiano e dell’artista italiano che plasma la materia.
OPERA:
LIMEN, per gli antichi latini la soglia, l’inizio, il principio, offre una nuova chiave di lettura su un monumento storico di fondamentale importanza per la città di Como.
Otto luci dal caratteristico raggio luminoso molto definito e puntuale, illuminano alcuni specchi collocati a pavimento, creando un gioco di riflessi luminosi in varie direzioni, all’interno della torre. Lo spettatore, passando attraverso la porta, entra all’interno dell’installazione diventandone protagonista. Grazie a degli speciali sensori collocati a pavimento infatti, il movimento delle luci cambia a seconda dal posizionamento della persona, creando un’immediata risposta tra luce fisica e presenza umana. Quando i sensori rilevano la presenza di una persona in un determinato punto, azionano i motori delle luci, che vanno a direzionarsi verso l’alto, fino a formare una colonna di luce puntata verso il cielo. A ogni luce corrispondono inoltre dei feedback sonori, che sommandosi tra loro producono una colonna sonora sempre nuova ad ogni differente interazione.
Si crea così un dinamico dialogo luminoso e sonoro tra spettatore e installazione. Come in un palcoscenico teatrale la maestosa torre si svela in una luce tutta nuova sopra gli occhi degli spettatori.
Concept: OLO Creative Farm
Interactivity: Geppetto Lab
Sound design: Lele Bardin & Max Colombo
Service: All Party Service
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INAUGURAZIONE

DATA: 4 NOVEMBRE
ORA: ORE 18.30
NOME: 8208 OPENING
LUOGO: VILLA OLMO
ore 18.30
Presentazione 8208 Lighting Design Festival
ore 19,30
Performance: Otolab, Punto Zero

BIOGRAFIA:
Otolab nasce nel 2001 a Milano da un gruppo di affinità che vede musicisti, dj, vj, videoartisti, videomaker, web designer, grafici e architetti unirsi nell’affrontare un percorso comune nell’ambito della musica elettronica e della ricerca audiovisiva. I progetti vengono sviluppati attraverso il lavoro di laboratorio, i seminari e le live performance, secondo principi di mutuo confronto e sostegno, di libera circolazione dei saperi e di sperimentazione.
La produzione si compone di progetti collettivi e individuali per i quali vengono utilizzati linguaggi che vanno dall’elettronica sperimentale alla techno, dal dub alle sonorità industriali, sempre alla ricerca di un rapporto simbiotico con l’immagine e il video. In questi anni di lavoro, sono stati ospitati in festival, manifestazioni culturali, musei e gallerie nazionali e internazionali e hanno collaborato alla realizzazione di iniziative culturali autogestite.
OPERA:
Punto Zero è una performance di luce e suoni spazializzati che formano un segno circolare nello spazio di rappresentazione. La live performance propone un’esperienza sensoriale immersiva in cui l’interazione sincronizzata di luci e suoni si sostituisce per un momento all’ambiente che circonda il pubblico che si dispone all’interno di un cerchio composto da 24 luci rivolte verso il centro della circonferenza (versione indoor) o verso l’esterno (versione outdoor) e 8 audio diffusori. Le relazioni che luci e suoni mettono in atto sono facilmente riconducibili alle qualità percettive del suono (come intensità, altezza e direzione) e della luce (intensità, posizione e velocità), così da tracciare un percorso che da corrispondenze inizialmente semplici arriva a raggiungere modalità complesse e strutturate, fino a definire una vera e propria grammatica sensoriale. Lungo il percorso definito dai movimenti di suoni e luci il paesaggio scompare e si dissolve nell’architettura di luce che avvolge lo spettatore, distorcendone e riconfigurandone la percezione dello spazio.
Sound Massimiliano Gusmini, Guglielmo Bevilacqua, Riccardo Canta
Software development: Riccardo Canta, Guglielmo Bevilacqua
Hardware development: Giovanni Membretti, Antonio Cavadini, Daniele Mancini
Concept & Production: Otolab, 2007-2014

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TALK

DATA: 23 NOVEMBRE
ORA: 15.00
NOME: LECTURE
LUOGO: ACCADEMIA DI BELLE ARTI “ALDO GALLI” – IED COMO

Giornata di lezioni di approfondimento sul tema della luce relativo alla spazio pubblico e ai beni culturali con la partecipazioni di università internazionali e nazionali.
– Prof. Federico Favero della KTH Royal Institute of Technology in Stockholm (Stoccolma-SV), Coordinatore del Master Architectural Lighting Design
Tema: “Lighting experiences from the nordics: well-being and design”
– Prof. Thomas Römhild della Hochschule Wismar, University of Technology, Business and Design, (Berlino- DE), Coordinatore del Master Architectural Lighting Design
Tema: “Dynamic light, the benefit of a not steady public lighting!”
– Prof. Marco Frascarolo della Università La Sapienza (Roma-IT)
Tema: “Valorizzazione dei beni culturali tramite lighting design”

Ingresso libero.

Per informazioni: www.8208.it – info@8208.it
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Inserito da elena il 25 Ottobre 2016