Emanuela Franchin – Luce e colore

Galleria d’Arte Contemporanea
STUDIO C
Via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
e mail: studio.c.immagine@gmail.com

MOSTRA PERSONALE DI EMANUELA FRANCHIN

LUCE E COLORE, LA FORZA LIBERA DELL’EMOZIONE

20 OTTOBRE – 1 NOVEMBRE 2018

Alla galleria d’arte contemporanea “Studio C” di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 20 ottobre, alle ore 18, la mostra personale di Emanuela Franchin dal titolo “Luce e colore, la forza libera dell’emozione”
Ritorna dunque a Piacenza, Emanuela Franchin, dopo le belle mostre che qui ha tenuto negli scorsi anni: ricordiamo le sue straordinarie personali allo STUDIO C, poi un’altra importante esposizione presso gli “Amici dell’Arte” e quindi un interessante e coinvolgente “incontro con l’artista”, sempre nella sede degli “Amici dell’Arte”, condotto dal sottoscritto e dal prof. Luigi Galli.
Nata a Vigonovo, in provincia di Venezia, dove anche attualmente vive e lavora, Emanuela Franchin è un’artista di lunga esperienza e dall’ampio e articolato curriculum critico-espositivo. Tra le sue innumerevoli esperienze anche l’adesione al “Metaformismo” di Giulia Sillato per la sua straordinaria capacità di interpretare la forma, per la libertà del gesto e la fluidità del segno. Un’espressione fortemente autonoma e personale, quella di Emanuela Franchin, iniziata parecchi anni fa prima sotto l’abile guida di Maurizio Piovan, poi di Mario Salvo e, successivamente, la frequentazione di valenti ed affermati artisti. Dopo un avvio figurativo caratterizzato da un’espressione di carattere prevalentemente naturalistico, la nostra artista ha iniziato a sentire il fascino delle Avanguardie Storiche, dell’Espressionismo lirico e dell’Informale, soprattutto, iniziando quindi una profonda metamorfosi tecnico-espressiva, una fase di straordinario mutamento estetico-formale fatto di colore, gesto e materia. Ne è una chiara dimostrazione questa mostra dove l’artista presenta una serie di opere tutta rivolta all’interiorità, all’ascolto delle voci misteriose e segrete dell’animo umano. Qui la stesura è corposa e materica ma il risultato finale risulta delicato e leggero, sensuale e poetico: c’è, in quest’artista, un senso innato del colore e un timbro cromatico che, pur attingendo dalla grande e storica tradizione veneta, riesce tuttavia a farsi moderno e contemporaneo per le felici intuizioni tecniche, per la personalissima interpretazione e l’uso libero e spontaneo della materia pittorica.
Emanuela Franchin, insomma, è un’artista letteralmente affascinata dalla materia e dal colore: un colore che usa in quantità, che sovrappone più volte fino a fargli assumere il giusto spessore per essere plasmato e modellato, che segue e controlla per verificarne evoluzioni e mutamenti; un colore che diventa terra, sabbia, roccia e duro sedimento da lavorare, incidere e scavare. Emanuela ama il colore in quanto mai statico ed inerte, ma dinamico e attivo, in continuo divenire e trasformazione, come lo scorrere lento e inesorabile del tempo, gli avvenimenti della vita, i fatti imprevisti e imprevedibili che cambiano l’esistenza. Perché i suoi dipinti, percorsi da crettature, solchi e ferite, altro non vogliono essere che la proiezione dell’animo umano, delle ansie e delle paure che affliggono l’uomo contemporaneo, delle insicurezze individuali e collettive che sono alla base dei grandi disagi esistenziali dei nostri giorni. Così, in ogni sua opera, la materia diventa un tutt’uno con il colore che spesso si manifesta con scenografiche e libere esplosioni, con vere e proprie deflagrazioni cromatiche o con creazioni bicromiche dove la parte buia si alterna sempre a quella chiara e luminosa lasciando percepire emozioni intense e diversificate, stati d’animo opposti e contrastanti, mondi paralleli. Espressione che quasi sempre si fa psicologica e introspettiva trasformandosi in percorso interiore, viaggio nell’anima, intima visione. Da sottolineare, poi, la tecnica adottata dall’artista e il suo modo di procedere e di lavorare perché Emanuela Franchin non si serve dei tradizionali pennelli, ma solo ed esclusivamente della spatola. E la spatola, per lei, è ormai diventata una cosa sola con la sua mano e il suo polso, un docile strumento che, in modo quasi automatico, ubbidisce alla sua volontà, segue i suoi pensieri, traccia e interrompe percorsi e traiettorie. Nascono così i suoi quadri, percorsi dalla materia, dalle trasparenze e dalle delicate velature. Espressione dunque, quella di Emanuela Franchin, tutta concentrata sulla forza esplosiva del colore e sulla sua funzione evocativa dove sogno e memoria, verità e finzione si fondono in una sola ed unica atmosfera dando vita a momenti di intensa e sentita poesia.
La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 1° novembre.
Orari: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì, giorno di chiusura.

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Inserito da lucianocarini il 12 Ott 2018