La forma e oltre, Viaggio nell’espressione contemporanea

Galleria d’Arte Contemporanea
“STUDIO C”
via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
e mail: studio.c.immagine@gmail.com

LA FORMA E OLTRE, VIAGGIO NELL’ESPRESSIONE CONTEMPORANEA (TERZA EDIZIONE)
ARTISTI DI RILIEVO NAZIONALE IN MOSTRA

2 – 14 FEBBRAIO 2019

Alla galleria d’Arte Contemporanea STUDIO C di via Giovanni Campesio 39 si inaugura sabato 2 febbraio, alle ore 18, la terza edizione della Rassegna nazionale “ La Forma e Oltre, viaggio nell’espressione contemporanea – artisti di rilievo nazionale in mostra”.
Un titolo ampio, che ci consente di spaziare all’interno di varie espressioni e di vari momenti creativi. Tutta la Storia dell’Arte, infatti, non è altro che un viaggio straordinario e avvincente dentro i due elementi fondamentali che, da sempre, stanno alla base della pittura: la forma e il colore.
Si tratta pertanto di una rassegna che spazia dal “Figurativo interpretato” all’espressione Informale mettendo però in evidenza, di ogni artista, i percorsi, le ricerche, le evoluzioni e i risultati conseguiti nel corso degli anni.
Una mostra, dunque, che si preannuncia particolarmente variegata e interessante perché propone ai visitatori, come ormai è tradizione della galleria, un itinerario storico-cronologico all’interno della Storia, dagli anni cinquanta fino ai nostri giorni, ricorrendo a nomi già noti e apprezzati dal pubblico piacentino per le loro precedenti apparizioni in svariate manifestazioni d’arte e ad alcune new entry di particolare interesse.
Questi i nomi degli artisti invitati e le città di provenienza: Gianni Chiminazzo (VI), Giancarlo Flati (RM), Gabriele Martini (PV) Giuseppe Melani (PT),
Antea Pirondini (RE) , Patrizio Vellucci (MI)
Gianni Chiminazzo (VI): ricordo come fosse ora il mio primo incontro con la pittura di Gianni Chiminazzo. Fu alla Triennale di Roma del 2017 e mi rimasero impresse le sue campiture cromatiche, le sue sintesi paesaggistiche eseguite a spatola e di prima intenzione. Pittura eseguita in scioltezza e libertà, fresca e spontanea, dove la spatola, magico e difficile strumento, diventa una cosa sola con il polso e la creatività dell’artista, seguendo in modo docile e naturale le sue intenzioni, la sua fantasia e la sua volontà. Gianni Chiminazzo è senza dubbio pittore di paesaggi e di vedute, di campagne assolate e trasformate dall’operosa attività dell’uomo, di infiniti e sconfinati orizzonti, ma capace di tradurre tutto ciò in magica e lirica visione, in attimi e momenti di altissima e sentita vibrazione poetica. La sua espressione, infatti, pur attingendo dal “reale” e da visioni naturalistiche, è immediata e sintetica, libera da ogni condizionamento descrittivo e/o ornamentale e orientata verso un moderno geometrismo che toglie e purifica, semplifica e schematizza dando libero sfogo all’emozione e al sentimento. Pittura intensa e senza cedimenti, questa, dove tutto è colore e materia e dove tutto si trasforma in sorprendenti e fatate atmosfere dominate dal silenzio e dal raccoglimento.
Giancarlo Flati (RM): artista contemporaneo dal lungo e interessante curriculum critico-espositivo, ormai da diverso tempo è impegnato in una ricerca che, con coraggio e determinazione, si cala nei meandri della scienza, della geometria e della topologia, in una complessità analitica che include spazio e tempo, materia fisica e mentale, pensiero e invenzione. Originale e innovativa la sua espressione, ormai tutta concentrata sull’evoluzione della forma e del colore con l’inclusione di svariati e diversificati materiali. C’è, in questo nostro artista, la piena consapevolezza che il linguaggio artistico dei nostri giorni debba sempre più saper manifestare le mutazioni mentali ed emozionali che riflettono il tempo e lo spazio dell’umano esistere e che la pittura, e l’arte in genere, non possa essere disgiunta dalla vita. Così, nei suoi dipinti, il segno non ci appare morbido e fluido, ma piuttosto tormentato e frammentato in continue stratificazioni, in ritmi alternati e intermittenti, in pause e riprese che dinamizzano lo spazio per inseguire opposte e contrastate tensioni, aperto comunque alle incursioni dell’imprevisto e dell’imprevedibile. Lo stesso vale per il colore, ora acceso e prorompente, scoppiettante ed esplosivo, altre volte più calmo e meditato, più tranquillo e riposante. E’ lo scorrere della vita che detta i suoi ritmi, è l’avverarsi del destino che cambia le carte e muta i destini.
Gabriele Marchesi (PV): Nato a Vidigulfo (PV) e residente a Casteggio, sempre in provincia di Pavia, Gabriele Marchesi è un artista di lunga esperienza, con alle spalle mostre e rassegne di livello nazionale e internazionale. Affascinato dalla “grande pittura” e in modo particolare dal nostro Rinascimento, Gabriele Marchesi disegna e dipinge da una vita, fin da quando era bambino ricercando sempre novità e perfezione all’interno di quel variegato e complesso mondo definito come “Pittura figurativa”. Espressione preziosa, questa del nostro artista, perché tutta concentrata sul “segno” e la “forma”, sulla rappresentazione, quasi iperrealistica, di cose, oggetti e persone senza però tralasciare la sua libera interpretazione, il suo intimo sentire, la sua straordinaria capacità di entrare dentro le sfumature del reale e dell’animo umano. Ecco perchè le sue opere, pur nella fedele riproduzione della verità, non cedono mai alla scontata e banale narrazione e neppure al freddo e impersonale messaggio fotografico, ma restano invece sempre e profondamente autentiche, sentite e personali. Nelle opere di Gabriele Marchesi si coglie, inoltre, un qualcosa di straordinariamente moderno e contemporaneo allorchè, attingendo dalla pubblicità, linguaggio veloce e immediato dei nostri giorni, sintetizza le visioni e introduce suggestive note di colore che richiamano l’attenzione dell’osservatore: allora la sua espressione si trasforma in una nuova e attuale Pop-Art, diventa fedele testimonianza del nostro presente sempre più governato dalla tecnologia multimediale e dalla comunicazione.
Giuseppe Melani (PT): artista dalla solida preparazione tecnica e dall’ottimo impianto compositivo, Melani trae la sua ispirazione dalle cose e dal mondo circostante. Dopo un periodo dedicato prevalentemente alla pittura di paesaggio, ora l’attenzione dell’artista toscano sembra attratta in modo particolare dalla figura femminile che viene colta con straordinaria naturalezza, con segno morbido e sensuale. Le sue sono donne comuni, viste e sentite nella loro ordinaria quotidianità, riprese e descritte nel momento del riposo o in quello, più intenso e partecipato, della loro intimità. In esse non c’è mai facile descrizione o compiacimento, ma sempre grande sintesi, segno deciso e pulito, eleganza grafica, leggerezza e trasparenze luminose e raffinate. Particolare anche la tecnica esecutiva di Giuseppe Melani fatta di scomposizioni geometriche, di graduati e ben dosati passaggi luminosi, di delicate tassellature spaziali che danno vita e movimento ad ogni opera. Pittura poetica dunque, che si esprime attraverso una sintesi sapiente e bilanciata in grado di eliminare tutto ciò che è superfluo e non funzionale alla resa pittorica, ma anche pittura di emozione, dove segno e colore sanno interagire con grande efficacia ed equilibrio raggiungendo ottimi livelli estetico-formali.
Antea Pirondini (RE): ritorna allo “Studio C” Antea Pirondini, artista già molto conosciuta e apprezzata anche dal pubblico piacentino per le sue precedenti apparizioni in altrettanti importanti eventi. Di origini emiliane (vive e lavora a Luzzara), Antea Pirondini vanta un curriculum intensissimo fatto di mostre prestigiose tenute in spazi pubblici e privati di tutta Italia. Qui, nella bassa Padana, dove il grande fiume segna il passo e si allarga a vista d’occhio, la nostra artista insegue i suoi sogni, accende la sua fantasia e inventa le sue opere. Opere intense e mai descrittive, ma piuttosto libere e autentiche, immediate e istintive. Pittura tumultuosa, quella di Antea Pirondini, forte e potente, introspettiva e psicologica, tutta proiettata sull’ascolto delle proprie emozioni e delle proprie sensazioni. Di quest’artista mi piace la materia densa e corposa che spesso si muove per masse, per intense e graduate campiture cromatiche dettate dall’emozione e dall’istinto, mi piace il suo gesto fluido e naturale, la sua fresca e sorgiva vena creativa. Espressione colta, questa, che molto spesso si avvale di altissimi riferimenti letterari come la “Divina Commedia “ di Dante Alighieri o la straordinaria poetica poetica di Giacomo Leopardi, ma che non perde mai la sua originale fantasia, la sua personale e magica invenzione. Pittura che dilata le forme e muove gli spazi dove una luce intensissima e avvolgente crea atmosfere magiche e surreali, dominate dal mistero e dall’imprevedibile incombenza. Patrizio Vellucci (MI): artista a trecentosessanta gradi, Patrizio Vellucci si dedica con eguale impegno e dedizione sia alla pittura che alla scultura e alla fotografia. La sua preparazione accademica (Accademia di Brera a Milano) lo ha portato dapprima all’approfondimento della grande arte classica ma anche alla conoscenza e allo sviluppo dell’arte contemporanea e delle più importanti Avanguardie Storiche, dei grandi movimenti artistici e culturali che hanno profondamente inciso sull’evoluzione dell’arte attraverso il tempo. Ecco perché la sua produzione oscilla oggi tra l’espressione astratta e il figurativo. Alla recente Triennale di Roma ero stato attratto da un dipinto che, pur nella sua ispirazione di base figurativa (Paesaggio), si risolveva poi con tecnica astratta, con giochi e rimandi di trasparenze, di onde colorate, di linee e forme di sapore quasi geometrico. E questa è un po’ la sua caratteristica fondamentale, quella cioè di saper far rivivere, sullo stesso dipinto, due o più momenti espressivi diversi, due o più periodi storici diversi, insomma di saper far dialogare il presente con il passato in un rapporto di continuità che ci appare particolarmente armonico e naturale. Colpisce poi la sua approfondita ricerca sui materiali e l’uso sapiente della carta che, attraverso i suoi colori e le sue luci, diventa magica e preziosa.
La rassegna, che chiuderà il 14 febbraio, sarà presentata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini.

Orari: feriali e festivi dalla 16,30 alle 19,30
Lunedì, chiuso

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Inserito da lucianocarini il 25 Gennaio 2019