Venere Chillemi – Polvere di Stelle

Alla galleria d’arte contemporanea “Studio C” di via G. Campesio 39 si inaugura oggi, alle ore 18, la mostra personale di Venere Chillemi dal titolo “Polvere di stelle-viaggio nella magia delle galassie”.Ritorna dunque a Piacenza, Venere Chillemi, e vi ritorna dopo nuovi e straordinari successi: la Biennale di Venezia 2013, la Triennale di Roma 2014, la grande personale di Gubbio, l’importante rassegna alle Scuderie del Quirinale. Se a questo si aggiunge poi anche tutto il resto e cioè le innumerevoli mostre che l’artista ha tenuto in Italia, Europa, Stati Uniti d’America, Emirati Arabi, Cina ed Egitto, ecco allora che emerge con chiarezza tutta quanta l’importanza di quest’artista ormai proiettata verso un’intensa e qualificata attività che ha superato i confini nazionali per farsi sempre più europea ed internazionale. Interessante e articolato anche il suo percorso artistico che, nel corso di oltre quarant’anni di pittura, ha conosciuto vari momenti espressivi e che ha spaziato dalla pittura alla scultura con periodi di forte lirismo dedicati anche alla poesia. Artista a tutto tondo, dunque, carica di vitalità ed energia e che continua incessantemente a produrre in una specie di multidisciplinarietà artistica dove i vari ambiti si fanno “vasi comunicanti” dialogando tra loro, dando vita ad un’unica, grande vena espressiva. Dopo un primo periodo di area Espressionista, caratterizzato da colori forti e linee decise, il suo stile inizia gradualmente a modificarsi, a farsi più leggero ed elegante e le forme ad acquisire linee essenziali e movimento, dinamismo e verticalità. Da questo momento l’artista inizia ad affrontare tematiche ed argomenti di carattere universale, tutti legati all’uomo e all’esistenza, alla sfera spirituale e all’interiorità. I suoi dipinti subiscono così una profonda metamorfosi e le sue figure vengono immerse in atmosfere magiche e sognanti, ai confini del reale. Con queste opere, Venere Chillemi inizia il suo straordinario viaggio dentro il Surrealismo e il Simbolismo alla ricerca di verità nascoste, di valori dimenticati, di risposte a domande ancestrali riferite all’uomo e al suo umano esistere. Spinta da queste motivazioni, nel 1998 fonda una vera e propria scuola “ I Semi di Sesamo” improntata sulla sua particolare visione dell’arte intesa come terapia e conoscenza, come grande strada per riscoprire origini e identità, per superare limiti e confini. Una ricerca continua, quella dell’artista piemontese, che non conosce soste e che oggi è pervenuta ad una maturità straordinaria che si manifesta attraverso una gestualità istintiva e spontanea di matrice informale supportata da una scala cromatica luminosa e potente. Da fondi scuri e raccolti si dipartono vere e proprie esplosioni di colore, improvvise aperture e squarci di profondità che aprono a mondi sconfinati e sconosciuti che diventano simbolo e metafora dell’ignoto e dell’inconscio. Pittura che, nel gesto e nel passaggio timbrico della cromia, si ispira ai segreti del cosmo, alle lontananze siderali e alla “magia delle galassie” come è richiamato dal sottotitolo della mostra. Sono paesaggi interiori, visioni dell’anima, emozioni intense e sentite espresse con rapidità e immediatezza seguendo il libero istinto, la pura creatività, l’ispirazione del momento. Straordinario e di grande effetto l’uso quasi costante dell’oro, magico elemento di unione tra l’umile natura umana e il sovrannaturale. E a questo nobile metallo Venere Chillemi ricorre anche nelle sue sculture ottenendo risultati di grande effetto. Così le sue totemiche creazioni, da cui fuoriescono straordinarie figure femminili, sembrano plasmate nell’oro e, come caravaggesche meduse, si protendono verso l’umana debolezza ad indicare un percorso di conoscenza e purificazione.Ultimamente, Venere Chillemi si esprime anche attraverso tonalità completamente chiare. I suoi sfondi, quindi, di solito scuri e ispirati ad atmosfere notturne, hanno subito un profondo ed inaspettato cambiamento facendosi bianchi come la neve, candidi e vaporosi come la bambagia. Senza dubbio l’artista ha sentito l’influenza della “Poetica Paradisiaca” proposta e presentata nell’ultima Triennale romana dallo storico e critico d’arte prof. Daniele Radini Tedeschi. Pittura tutta d’emozione, dunque, delicata e poetica, leggera ed evanescente, per richiamare purezza di cuore, semplicità d’animo, ricerca di assoluto e di verità certe e incrollabili. Una poetica certamente molto vicina, e dunque facilmente assimilabile, dalla nostra artista la quale, ormai da molti anni, è seriamente impegnata attraverso la sua “scuola” e i suoi insegnamenti, a diffondere l’arte a livello terapeutico, come conoscenza, elevazione spirituale, superamento delle umane vicissitudini. Così la sua espressione, già complessa e variegata, si è arricchita di un ulteriore e significativo apporto affrontando e proponendo nuove e sentite tonalità cromatiche, diverse e suggestive atmosfere, facendosi leggera come l’aria, delicata ed eva

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Inserito da lucianocarini il 24 Ottobre 2014