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Supereroi con superproblemi

Supereroi con superproblemi

di Chiara Giorgetti Prato

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[…] gli specchi e la copula sono abominevoli, poiché moltiplicano il numero degli uomini […] – Tratto da: Borges, Tutte le opere, A. Mondadori Ed., Milano 1984, Vol. I°, pp. 623-641

Il dualismo, il doppio, la dualità sono tematiche che da sempre hanno affascinato registi, scrittori, cineasti e artisti. L’eterna lotta tra il bene e il male, la dark side di ognuno di noi, il sottofondo psicologico meno intuibile raccolgono consensi autoriali, di interpretazione ma anche di coinvolgimento spettatoriale.

Riflettendo su questo tema non ho potuto non pensare immediatamente ad una figura trasversale che caratterizza l’immaginario collettivo andando a colmare spazi infiniti di aspettative, sogno, desiderio e paura: quella del supereroe.

Dal dizionario Treccani: supereroe: f. supereroina. Personaggio di fumetti o film dotato di poteri soprannaturali che usa per combattere i crimini e compiere buone azioni.

In realtà il supereroe è un personaggio dotato di poteri o abilità straordinarie, di un costume sgargiante, ha alle spalle un’elaborata storia personale che giustifica la sua trasformazione, un nemico principale a cui si affianca una galleria di nemici ma soprattutto ha una missione disinteressata volta a salvare l’umanità per la quale è disposto a mettere a rischio la propria vita e a sacrificare il privato.

Eppure, come ben descrive Claudio Calibotti: “Supereroi con superproblemi. E’ stato uno slogan per la Marvel Comics […] i personaggi Marvel si riconoscono per una peculiarità: i superpoteri che li caratterizzano non li rendono immuni alle umane debolezze. Sono malinconici, permalosi, depressi. E a volte le prendono dal nemico di turno […]”. E pensare che stiamo parlando di Hulk, X-Man, Spiderman…

Marvel Comics Group e DC Comics Inc. condividono la proprietà negli USA del marchio “Super Heroes” e la maggior parte dei supereroi più famosi a livello mondiale sono di proprietà di questi colossi statunitensi. DC possiede Wonder Woman, Superman, Batman e la Marvel possiede l’Uomo Ragno, Capitan America e l’incredibile Hulk. Esistono però altri casi come quello di Spawn che è rimasto di proprietà del suo inventore Todd McFarlane.

Gli esempi di supereroe nella storia del cinema sono molteplici ma sicuramente i più significativi, emulati e ricercati non possono che essere Batman e Spiderman.

Batman è un personaggio dei fumetti creato da Bob Kane e Bill Finger che fa la sua prima apparizione nel maggio del 1939 sulla rivista Detective Comics come The Bat-Man. Da allora quest’uomo pipistrello di strada ne ha fatta molta e non solo sui fumetti, conquistando un posto di spicco nella storia del cinema grazie alla maestria di registi e attori che lo hanno interpretato e che hanno dato la fisicità ai suoi cattivissimi nemici.

Batman è simbolo stesso della dualità. Nella vita di tutti i giorni è Bruce Wayne un miliardario che da bambino ha assistito all’assassinio dei suoi genitori da parte di un ladro. Questo dolore personale lo porta a combattere il crimine, allenandosi duramente e indossando costume.

Batman nella storia del cinema ha visto 10 adattamenti nei quali il supereroe è stato interpretato da Lewis Wilson (Batman, 1943), Robert Lowery (Batman and Robin, 1949), Adam West (Batman, 1966), Michael Keaton (Batman, 1989 e Batman – Il ritorno, 1992), Val Kilmer (Batman Forever, 1995), George Clooney (Batman & Robin, 1997) e Christian Bale (Batman Begins, 2005, Il cavaliere oscuro, 2008 e Il cavaliere oscuro – Il ritorno, 2012). La Warner Brothers chiese a Tim Burton di dirigere i film del 1985 e del 1992, nel 1995 fu chiamato Joel Shumacher ma il flop che seguì a questo film fece interrompere il ciclo fino all’incredibile ritorno al successo con Christopher Nolan dal 2005 che con Il cavaliere oscuro ha ottenuto il titolo del secondo maggiore incasso americano, e decimo maggiore incasso di sempre. Il cavaliere oscuro – Il ritorno è previsto in sala negli Usa il 20 luglio 2012 (in Italia il 29 agosto) e segna la conclusione della triologia, iniziata nel 2005, diretta da Nolan e con protagonista Christian Bale.

Batman rappresenta la dualità a partire dal suo costume che sul petto mostra un pipistrello stilizzato che però richiama anche all’ascia bipenne (Labyris) simbolo del la doppiezza e del bivio, elementi tipici del labirinto. Come il minotauro Batman ben conosce la sua città Gotham City (il labirinto) e domina la vita di chi la invade.

Se Batman rappresenta la dualità, dalla pellicola Batman Begins inizia un vero e proprio meta-discorso sulla scissione uomo-eroe perché l’uomo pipistrello non è un supereroe, non ha superpoteri, è un umano estremamente skillato, metodico, che sottoponendosi a severi allenamenti fisici e mentali, riesce ad assurgere a questo ruolo. Batman è la speranza che ognuno di noi coltiva in cuor suo. Un inno alla scissione dalla vita dettata dai canoni sociali e il nostro desiderio più irrefrenabile.

Spiderman è un personaggio dei fumetti creato da Stan Lee e Steve Ditko che nel 1977 diventa una serie televisiva intitolata di The Amazing Spider-Man, seguito poi dai film per la TV L’Uomo Ragno (1977), L’Uomo Ragno colpisce ancora (1978) e L’Uomo Ragno sfida il Drago (1979).

Nel 1985 Roger Corman propose di adattare il fumetto ma l’idea non venne accolta. Dopo numerosissime vicissitudini di sceneggiatura e proposte nel 1991 James Cameron scrisse una sceneggiatura sulle origini di Peter Parker ed un finale sulle Torri Gemelle

Nel 1999 la Columbia Pictures comprò i diritti cinematografici e dopo anni di tentativi di adattamento e candidature alla regia (Roland Emmerich, Tim Burton tra gli altri) la Sony Pictures Entertainment affidò a Sam Raimi Spider-man. Il regista curerà i tre film – 2002, 2004 e 2007 – trionfando con quest’ultimo ma attestandosi anche a film più costoso nella storia del cinema (al momento della sua uscita) con i suoi 300 milioni di dollari di spesa.

La parte di Peter Parker fu affidata al giovane Tobey Maguire (che deve proprio all’uomo ragno la sua fama), per il ruolo del suo avversario Goblin fu chiamato Willelm Dafoe, per la sua amata (Mary Jane Watson) Kristen Dunst e per il miglior amico del ragazzo (Harry Osborn) James Franco.

Il 3 luglio 2012 è prevista l’uscita di The Amazing Spider-Man in 3D e IMAX 3D diretto da Marc Webb con Andrew Garfield. Cambio quindi di regia e cast per un supereroe diventato cult con Raimi e Maguire.

“Spiderman Spiderman friendly neighborhood Spiderman”, incredibile quanto The Amazing Spiderman theme song avesse colto nel segno! Spiderman è l’eroe della porta accanto, Peter Parker è uno un pò “sfigato” che all’improvviso viene graziato trasformandosi in un supereroe a causa del morso di un ragno (da sempre il ragno è un animale che, per le sue caratteristiche, ha colpito e stimolato l’immaginario umano, entrando nella mitologia (Mito di Aracne), nel folklore (Tarantismo), nella Musica  di vari popoli)

Ragno che, come il serpente del resto, alterna una simbologia positiva ed una negativa, un dualismo di fondo, un misto di attrazione e paura.

E Peter Parker – Spiderman rappresenta proprio questo una sintesi perfetta tra eroe, antieroe e supereroe.

In una brillante conferenza dedicata a “Diversità e supereroi” Eddy Jamous (Kids International) ha dichiarato: “[…]oggi il protagonista del cartone animato è il cattivo perché i buoni sono spesso visti come – passatemi il termine – degli “sfigati”. I buoni sono sempre molto seri, soli, non possono innamorarsi, non hanno famiglia, non ridono mai, non trionfano mai. Se si pensa a Batman, all’Uomo Ragno, allo stesso Braccio di Ferro, sono sempre – per certi versi – dei personaggi “tristi”, a differenza di personaggi come Joker. […]Batman non ride mai. Neanche come Bruce ride. Io ho osservato moltissimi bambini giocare a Batman e, anche loro, quando fanno Batman non ridono. Questa è una cosa che mi sono sempre chiesto: ma un supereroe se comincia a ridere non è più un supereroe? L’unico che ride nel contesto di Bruce Wayne/Batman è il suo avversario per eccellenza, che è Joker. Mentre Bruce Wayne è un imprenditore ricco che può disporre del suo tempo, Parker è un povero giornalista, per di più ostacolato dal suo capo e preso in giro da tutti. Questo dato è molto interessante nella cultura infantile, cioè essere goffi fino a quando non ti sei trasformato e poi diventi qualcun’altro, è una rivalsa anche nei confronti dell’adulto. L’Uomo Ragno è uno che fa tutto da solo e che alla fine ha anche la sua testata giornalistica contro, si vede infatti descritto sulle prime pagine del giornale come il delinquente di turno. Spesso anche Batman non ha l’appoggio degli altri […] perché la polizia e gli abitanti di Gotham City non gli credono.”

Questo spunto di riflessione di Jamous è assolutamente pertinente. E dovrebbe spingerci a riflettere sul dualismo che scatenano in noi spettatori i supereroi. Perché in fondo anche se parteggiamo per loro vorremmo tremendamente trovarci dall’altra parte, nelle vesti di Goblin, Joker, Poison Ivy, potenti, pazzi e super affascinanti.

Confesso che avevo chiuso l’articolo qualche giorno fa. Poi, come spesso accade a quelli che, come me, amano confrontarsi con gli altri, ho incontrato un caro amico, Giulio Paolo Calcaprina, profondo esperto di cinema e di fumetti che mi ha illuminata con uno spunto di riflessione che non potevo non citare.

Giulio Paolo mi ha fatto notare che Batman è figlio della prima generazione dei supereroi, come Superman. Il primo, infatti nasce nel 1939 e il secondo nel 1938. Non solo, la sua riflessione parte dal fatto che questi primi supereroi sono personaggi monolitici dove l’alias, l’identità di uomo comune, è secondaria rispetto al ruolo dell’eroe mascherato, anzi è un’identità finta: Clark Kent finge di essere un timidone impacciato, Bruce Wayne un riccone debosciato.
Parlare di dualismo in questo caso è improprio.

E’ con la filosofia Marvel (supereroi con superproblemi), figlia del clima anni ’60 che arriva la seconda generazione di eroi, dove entrambe le identità (l’eroe e l’uomo comune) hanno pari peso nel racconto e anzi il supereroe crea grandi problemi all’uomo comune.
E’ solo quando c’è la presenza di due essenze o principi opposti ed inconciliabili che si può parlare di dualismo. Batman, grazie alla sua ambientazione noir si è prestato ad una serie restyling i più fortunati dei quali sono stati operati da Frank Miller, da cui sono stati tratti i blockbuster movie degli anni recenti. Miller ha accentuato il profilo psicologico di Wayne ma non ha creato un dualismo reale del personaggio. Tanto è vero che la vera protagonista è la società di Gotham City nella quale Batman agisce con disperazione senile, mentre l’alias Wayne rimane sempre in secondo piano.

Che dire? Non posso che concordare con Giulio Paolo e quindi ho deciso di arricchire l’articolo con il suo prezioso contributo.

 

Claudio Calibotti, Umane debolezze di un supereroe, Fefé #4, Free Entry Free Exit Visual Magazine, Roma, Ottobre – Dicembre 2007, pag.6

Su questo punto consiglio la lettura di Ivan Bajo, Supereroi: araldica e simbologia mitica dell’eroismo,Tunué, 2006

Su questo punto ascoltare ad esempio:

“[…] And I feel like I’m being eaten by a thousand million shivering furry holes and I know that in the morning I will wake up in the shivering cold and the spiderman is always hungry…” (The Cure, Lullaby)

“[…] Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe, il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso. […]” (Fabrizio De Andrè, Se ti tagliassero a pezzetti)

La conferenza ha avuto luogo ad Aprile 2010 nell’ambito del Festival Cartoons on the Bay a Rapallo (Italia)

 

 

Giulio Castagnaro 

Sono nato a Roma nel 1984. Dopo il diploma di liceo classico ho frequentato il corso di Illustrazione e Animazione presso l’Isituto Europeo di Design, al termine del quale ho intrapreso la carriera di disegnatore.

Ho avuto diverse esperienze lavorative, tra cui collaborazioni con studi grafici, studi pubblicitari e riviste del settore.

Attualmente faccio parte di uno studio creativo (Studio Pilar) e collaboro con lo IED Roma nel ruolo di assistente del corso di illustrazione.

[e] giulio.castagnaro@gmail.com [w] giuliocastagnaro.blogspot.com

 
Chiara Giorgetti Prato

Chiara Giorgetti Prato

Chiara Giorgetti Prato, nata Torino l’8 settembre 1978, laureata con lode in Discipline dell’arte della Musica e dello Spettacolo presso l’università degli studi di Torino nel 2003. Nel 2010 ha conseguito Magna cum Laude il MIM – Master dell’Immaginario, Master in produzione Creativa e attività manageriale cinematografica. Membro del direttivo ASIFA. Socio fondatore e Project Manager dell’associazione di promozione sociale Urban Experience. Vive e lavora a Roma nel campo del cinema di animazione e dell’organizzazione di eventi. Attualmente è Assistente allo IED (Istituto Europeo di Design) per i dipartimenti di Media Design e CG Animation. Ha collaborato e collabora all’organizzazione di vari festival di cinema tra i quali il Festival del Cinema Latino Americano di Lleida in Spagna, il San Giò video Festival a Verona, gli Incontri Arte Animazione a Torino, il Premio Grinzane Cavour a Torino e l’Edinburgh International Film Festival. Dal 2009 al 2011 ha collaborato per l’organizzazione del Programma Professionisti per il Festival dell’Animazione Televisiva e Cross-mediale Cartoons on the Bay organizzato dalla RAI a Rapallo. Ha collaborato al progetto di ricerca “Le tecnologie del cinema, le tecnologie nel cinema” presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Torino - DAMS. Ha collaborato al TOROC Comitato per l’Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali – Torino 2006 come specialista Arte & Cultura. È responsabile del marketing presso la Hyperfilm Srl.

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