Periodico Telematico di informazione
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 630/99 del 24 Dicembre 1999
100 modi per

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di Francesca Fiorletta

Tango 

 

All’apertura delle danze, nessuno, solitamente, vuol fare da apripista.

Così la risma ballerina, appare, dapprima, in forma (chiusa, ops!) di prisma alveare, intenta a spiare lo sperato impeto del dirimpettaio spaiato, che, intanto, spaurito e stanco, come avesse un remo nelle reni, s’auspica il presto sbarco di un primier danzatore al suo fianco.

Dappoi, però, inaspettatamente – quando ancora l’aprile del sollucchero ha da venire – parte una lite sul senso della fretta, e non si capisce più a chi si debba dar retta: se a chi, incarnando il mesto, china la testa, o a chi, brandendo un mestolo, rompe una finestra (fino ad allora, chiusa, ops 2!),

Urgerà qualcuno che accorra nel tumulto, per spaiare gli indecenti contraddicenti, che, ormai non più silenti, appestano la festa con nerborute rime d’alterco, avendo essi avuto lo spietato ardire d’incrinare l’aere rarefatto con una superflua lite, durevole ancor, dopo uno spazio indeterminato di sonanti istanti.

S’apre, alla fine, un varco tra la folla, che, compressa, suo malgrado, da una molla d’affezione e insieme di sacrilego diniego, sarebbe rimasta lì, attonita e sospetta, finché non fosse arrivato il momento dei saluti finali, o, alternativamente, della chiusura (e 3!) di tutte le uscite di sicurezza.

S’appresta, dunque, previa preghiera di consensi, una damigella svelta, in tenuta velata da portiera, recando seco una rara damigiana: invero, sembrerebbe pessimo spunto, non propriamente atto a conclamare (non ho detto “chiudere”…) con un qualche certo appunto la disamina animata, aperta (ehssì) dagli improbi prodi in duello.

Ebbene, posata la damigiana nel frammezzo dei due tesi contendenti, la donzella attende qualche istante, prima di s-chiudere le labbra e, dirimendo la questione senza tema d’ossessione, dimandar così:

«Oh rotti signorotti, disuniti e gareggianti, vi sapreste far mercanti, e per denaro mescidanti?»

Cala il gelo a contrappelo nella ossuta compagine degli invitati inetti, i quali (ma per piacere!) si rivelano nient’altro mai che open-minded di rimando, mentre qualche lesto risolino inizia a serpeggiare fra gli astanti più vecchi, nell’ esperto constatare quanto, in effetti, al banchetto cerimoniale mancasse proprio, a ben vedere, qualche forzuto cameriere.

Immantinente, ponete mente, riprende a tintinnar l’orchestra, risalgono i sussurri strozzati e le aperte risate a ugola spianata delle matrone, si giocano a tutto spiano maratone alla corsa coi sacchi, e, per i diversamente avvezzi, si parano ugualmente “belle” di partite a scacchi.

Il tutto, alcoolizzato e correto, da nettaree bevande profumate, potendo finalmente fluire, queste, a secchi, dalle damigiane aperte.

Chi sa ballare, il ciel l’aiuta. Chiusa parentesi.

 
Francesca Fiorletta

Francesca Fiorletta

Vive di e per la letteratura (la sua, e quella altrui) Laureata in Letteratura Contemporanea (tesi: “Le influenze baudelairiane sulla poesia primo novecentesca italiana”), si sta perfezionando in Critica Letteraria ; collabora con Critica Letteraria (link), Il Sommario (link), “Le reti di Dedalus” (rivista ufficiale del Sindacato Nazionale Scrittori) (link) e “Fermenti” (link), ma anche con diverse associazioni culturali tra le quali “Lavatoio Contumaciale”, per cui organizza festival ed eventi letterari. Ha pubblicato, inoltre, per Nazione Indiana, Dazebaonews, La voce di Romagna, ecc.

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