Periodico Telematico di informazione
Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 630/99 del 24 Dicembre 1999
A volte ritornano

A volte ritornano

di Stefano Besi

a volte ritornano 

 

Al tavolo 7b sembra andare tutto bene.

Il ragazzo versa il vino alla ragazza, lei sorride e dice: – “Non mettermene troppo”.

Riccardo le riempie il bicchiere:- “Non hai detto basta”, si difende.

Lara ride, gira la testa in cerca del cameriere e lo vede occupato a prendere un’altra ordinazione. Ha tempo per andare a controllare il trucco. Appena è lontana quanto basta per non sentire lo squillo, suona il suo cellulare. Senza pensare Riccardo lo prende e legge il nome di Marco. È un messaggio. La bolla di pace scoppia.

Riccardo lo posa subito sulla tovaglia e si passa una mano sopra gli occhi.

Poi, con un dito, lo spinge fino a rimetterlo preciso al posto di prima.

Lara torna al tavolo, accarezza con la mano la spalla di Riccardo.

- Eccomi – dice prima di sedersi.

- Vado anch’io, – e dopo essersi alzato aggiunge – ti è arrivato un messaggio.

Riccardo fugge in bagno. Non vuole vedere il viso di Lara quando scopre il mittente. Non vuole guardarle gli occhi mentre lo legge. Sta male. Si chiude nel bagno e respira profondo: deve recuperare l’equilibrio.

Alza lo sguardo verso l’alto e vede il tubo dell’aria condizionata. Cerca di sentire l’aria pulita che esce dalla grata, ma non ci riesce. Non pensarci, si ripete.

Sale con la mente, entra nella grata e segue il tubo fino alla macchina che genera aria fresca. Ma non sa come funziona, non riesce a immaginarla. Di colpo la testa torna al soffitto del bagno. Non pensarci.

Lo sguardo si sposta e tocca il neon. Il neon fa una luce molto bianca; ci mette un po’ ad accendersi; il neon a volte invece di rompersi del tutto si accende e si spegne in continuazione; per sostituire un neon fulminato devi rotearlo e sbloccare gli attacchi laterali incastrati nelle fessure del supporto, poi devi incastrare il nuovo con la stessa rotazione. No, non la stessa, la rotazione è al contrario. Non pensarci.

Ma ha paura che questo sia tutto quello che sa del neon. Anzi, no. Se si rompe i vetri sono piccoli e tagliano tantissimo. Riccardo cerca la cicatrice sul dito ma non la trova più.

Dietro il dito, dietro la mano, in linea d’aria c’è il distributore automatico di carta. Anche questo non sa come funziona: non sa come si mette dentro la carta igienica, non sa com’è fatto il rullo che scorre all’interno, non sa nemmeno come si fa la carta igienica. Avrebbe voglia di aprirlo e smontarlo per vedere come funziona, come faceva da piccolo con le cose rotte: sezionava le radio, le macchinine, non pensarci, non pensarci.

Cerca altre cose nel bagno: le mattonelle, la ceramica, la serratura della porta. Non pensarci. Presto sarà il momento di tornare al tavolo, non pensarci, dovrai tornare al tavolo e sederti e guardare Lara negli occhi. E forse è il caso di farlo, di farlo subito.

Riccardo esce dal bagno attraversa la sala e si siede.

- Sei tornato. Pensavo ti fossi sentito male.

- Chi era?

- Chi era, chi?

- Il messaggio.

- L’hai letto?

- No, non l’ho letto.

- Non era niente di importante.

- Marco è tornato a Roma?

- L’hai letto.

- Il nome, solo il nome.

Riccardo e Lara guardano i piatti vuoti sul tavolo. Il cameriere si avvicina e comincia a elencare i primi.

- Ci lascia due minuti?

Appena il cameriere si allontana Lara prende coraggio: – Vuoi riaccompagnarmi a casa?

- Sì – risponde Riccardo.

 

Stefano Besi

Stefano Besi insegna grafologia con diploma ottenuto presso l’Agif e la Societé Française de Graphologie (SFDG). Dal 2008 è pasticciere professionista. Infine, è laureando in Psicologia del lavoro, con indirizzo comunicazione e marketing. Online scrive in breve su https://twitter.com/#!/lud_w e in lungo e in largo su www.controversi.net

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