Si apre venerdì prossimo, 20 aprile 2012 ad Amsterdam, alla Red Stamp Art Gallery la personale dell’artista vicentino Christian Zanotto, a cura di Sonia Arata.
La mostra ha un titolo bizzarro, “AsAbaroK”, tra anagramma e formula magica…
Asa e Barocco indicano, innanzitutto, la peculiarità del fare artistico di Christian Zanotto: la combinazione tra figurazione moderna e passata, tra gli asa della fotografia e una trascorsa epoca di grandioso utilizzo dell’immagine. E ancora: “As a Barok”, “come un barocco”, come chi, cioè, agisce e sente con le qualità di quella particolare categoria estetica e spirituale che il termine barocco indica. Zanotto quindi si riferisce a se stesso e al genere umano quando afferma con ironia: “Mi piace pensare all’uomo come a una scimmia barocca”.
Christian Zanotto (1972), cosmopolita per indole, dal 2000 vive ad Amsterdam. E’ un talento virtuoso delle arti digitali, “che si distingue per l’abilità di manipolazioni multimediali dall’effetto plastico-scultoreo sorprendente e una potenzialità creativa manierista e neobarocca d’impatto scenografico non comune”
Gli ho chiesto di raccontarsi e di raccontare il suo lavoro.
Fammi capire: ho vissuto ad Amsterdam per anni, cercando disperatamente di convertire quei calvinisti indefessi all’opulenza barocca, almeno alla mia, e tu ora me li seduci così, senza fatica, con questa mostra?
Hai usato perfettamente la parola “seduci“, in genere la chiave per entrare in contatto con le persone olandesi è la seduzione: mantengono intimamente una buona dose di fanciullezza, sono attratti da ciò che è diverso e ti amano se riesci a stupirli; ho avuto un buon riscontro di interesse su questa mostra : ad incuriosire, oltre alle immagini, è stata soprattutto la tecnica.
Hai scelto un titolo “AsAbarok” che gioca con il vecchio (asa – per fotografia, ma non solo) ed il nuovo. E’ un titolo che comunica ma non svela fino in fondo, e lascia lasco all’immaginario. Dove corre, il tuo, di immaginario?
Il mio immaginario corre forse verso l‘assurdo: mi sembra di avere già letto sui muri, scritto con lo spray, “AsAbaroK esiste” ; forse mi sono confuso, era buio e correvo veloce, ma poi ho provato a cercare su Google… in effetti …“AsAbaroK” c’e.
Mi incuriosisce molto il tuo rapporto con Amsterdam, la città che ospita AsAbarok e dove vivi da diversi anni. Quella, per intenderci, dove le persone faticano a parlare di se’ ma si rifiutano di appendere tende alle finestre. Quanto ti ha suggestionato questo continuo tendere ad essere “anche altro”?
Le finestre senza tende sono aperte alla luce, ma sono ben chiuse agli sguardi : se ti soffermi non puoi che venir colto dal disagio, ti senti una spia, cresce il timore di essere scoperto; i segreti sono ben custoditi , alla fine ad attirare l’attenzione sono le tende chiuse ….. mi viene alla mente una frase di Lennon “Everybody’ s got something to hide except me and my monkey”.
Le tecniche che scegli, l’allestimento sembrano parlare di una scelta ben definita di rendere partecipe il pubblico fino in fondo, senza filtri, come in un viaggio virtuale attraverso le diverse dimensioni in cui vivono i tuoi soggetti. Ho colto nel segno, o ho soltanto dormito poco?
Dormire poco e’ un bel gioco … Sì, hai colto il mio intento, con le mie opere cerco di coprire lo spettro di comunicazione più ampio possibile , ad ogni immagine esposta corrisponde un video, spesso integrato dalla visione stereoscopica, ed il sonoro ha grande importanza: mi piace creare una situazione disorientante che vada a favorire un più libero coinvolgimento dello spettatore,un qualcosa che rimanga anche quando si sia usciti dalla galleria.
I lavori che hai scelto per AsAbarok si chiamano e rimandano tra di loro come a svelare un codice visivo, un linguaggio sconosciuto che vuoi suggerirci di ascoltare. Sicuro sia un suggerimento saggio?
Se dico di esserne sicuro potrei comunque mentire: lascio il “libero arbitrio” a chi verrà coinvolto in “AsAbaroK“. Amo corrompere, quando a corrompersi sono i lacci che ci sono imposti, poi ognuno potrà scegliersi delle scarpe nuove o decidere se portare gli stivali.
Nei tuoi lavori ricorre la figura femminile, sacra e profana, oggi dea e domani chissà. Mi affascina sempre immaginarmi così, posso posare per te la prossima volta?
Me lo stai facendo desiderare , sei disposta a farti sacrificare e santificare? … Ti rimane poi comunque la possibilità della profanazione . Sul mio set le leggi fisiche sono come tu le preferisci.
Immagino che dopo aver letto questa intervista il 20 ci sarà ancora più gente. Vuoi suggerirgli un posto dove andare a bere qualcosa dopo? Li raggiungerai più tardi, vero?
Dopo l’emozione di un’apertura rilassiamoci in un’ atmosfera soft … mi troverete già là , magari sdraiato, sui giganteschi divani bianchi del Supperclub… Spero di vederti … facciamo tintinnare il bicchiere!
La mostra http://redstampartgallery.com
Il catalogo online della mostra http://issuu.com/redstampartgallery/docs/asabarok
Christian Zanotto http://www.christianzanotto.com/
Canale Vimeo https://vimeo.com/channels/137664
Attualmente Project Manager per Promoroma , ha maturato lunga esperienza nel settore della valorizzazione del territorio attraverso le attività legate all’innovazione, al turismo, alla cultura. Esperta di comunicazione e social marketing ha maturato numerose esperienze in ambito internazionale, anche nell’ambito di programmi EU, e collabora con importanti brand in qualità di consulente sui temi del turismo culturale e dell’heritage interpretation. E’ corrispondente per blog e magazine italiani e stranieri, e formatore in materia di eventi culturali e marketing territoriale. Appassionata viaggiatrice, raccoglie appunti su fogli volanti che hanno la tendenza ad andare regolarmente smarriti. Ha una spiccata propensione ad inciampare, ed a smarrire apparecchiature elettroniche ma non perde mai il senso dell’orientamento. Ogni tanto non disdegna un gelato.