Agosto è Aspettando Godot di Samuel Beckett. Infatti, durante tutto il mese, nonostante aspetti astrali importanti come Venere in Cancro o la doppia luna piena, avremo la sensazione di dover risolvere un rompicapo, un mistero che può regalarci un “senso” a tutto ciò che finora sembrava occupare spazi della nostra vita solo per fatalità. Se, per esempio, la conversazione grottesca e spesso incomprensibile tra Vladimiro ed Estragone in un altro momento ci avrebbe spiazzato, in Agosto ci sembrerà di afferrarne il senso ultimo. Ma anche questo atteggiamento potrebbe rivelarsi inutile e addirittura dannoso. Infatti potrebbe assomigliare a quell’atteggiamento che assumevano gli spettatori, e che ben denunciava Carlo Fruttero nella sua nota introduttiva al testo teatrale, dopo aver assistito alla messa in scena di Godot: “(…) pretendere a tutti i costi questo “apriti sesamo” non ha senso. Stabilire se Godot è Dio, la Felicità, o altro, ha poca importanza”, così come ha poca importanza cercare definire il nostro perimetro vitale. Meglio, molto meglio, immaginare le nostre vite come sistemi aperti, in parte insondabili e lanciarci nel vuoto, piuttosto che girare in tondo aspettando invano il nostro Godot!
”

Che cosa mi agita?, ti chiederai un giorno si e un giorno no, durante il mese-vacanza per eccellenza. E il non saper giungere ad una risposta definitiva ti inquieterà ancora di più. Ma tu , fuoco puro, sai esattamente quanto i diversi venti possano farti divampare o addirittura spegnerti, quindi perché non adattarsi alle tante situazioni che ti si presenteranno? Dovresti dotarti della ragione del fantastico gallo che descrive Leopardi nelle sue Operette morali : “affermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell’uno e mezzo nell’altra, vive un certo gallo selvatico; il quale sta in sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo. Questo gallo gigante, oltre a varie particolarità che di lui si possono leggere negli autori predetti, ha uso di ragione; o certo, come un pappagallo, è stato ammaestrato, non so da chi, a profferir parola a guisa degli uomini…”


Durante il mese di Agosto, potresti essere tranquillamente Montag, il pompiere protagonista del profetico romanzo di Bradbury. Infatti, come lui, farai inceppare la tua routine quotidiana, mio caro pompiere incendiario e, come lui , scoprirai che oltre alla noia di una vita programmata, ci sono mondi entusiasmanti, ognuno dei quali può offrirti con grande creatività una possibilità.
“Ma Montag se n’era già andato ed era di ritorno con un libro in mano.
- Guy!-
- Oh, , al diavolo, al diavolo!-
- Ma cosa avete in mano, un libro? Credevo che ogni speciale addestramento fosse ormai fatto esclusivamente per film- .
La signora Phelps sbattè le palpebre.
- Cosa volete fare, ora? Leggerci un po’ di teoria incendiaria?-
- Teoria incendiaria, un cavolo- disse Montag.
- Questa è poesia- “


“A mezzanotte la grande ruota lattiginosa delle stelle si levava umida e tremolante all’orizzonte, mentre la luce gialla e argentea della luna gibbosa si spargeva sul mare placido, facendo luccicare i bordi sfrangiati delle onde. Era una notte calda e serena. Il ponte del traghetto per Goa era affollato, ma ero riuscito a trovare un posto libero vicino a un gruppo di turisti. (…) Quel traghetto mi avrebbe portato da Karla. Guardai le stelle, ascoltai i ragazzi sul ponte e capii la loro eccitazione innocente e piena di speranza . In minima parte potevo anche condividerla, ma la durezza sul mio volto e nei miei occhi creava una barriera fra me e i ragazzi non meno netta e inviolabile del breve spazio sul ponte –poco più di un metro- che mi separava dalla loro festa scatenata.”
In Agosto, mio allegro amico, potrai non solo vivere i tuoi giorni come un grande romanzo d’avventura, ma potrai goderti la festa sul ponte del traghetto ed eliminare le barriere che ti dividono dalla gioia. La musica è per ogni tuo gesto, per ogni tuo languido sguardo, per ogni tuo innocente sorriso. Lasciati andare e come diceva un saggio : “ Sat Chit Ananda”.


Caro amico del Cancro, Agosto potrebbe risuonare con le sue voci, a te finora sconosciute, nell’antro profondo della tua coscienza. Tu, meglio di chiunque altro fratello astrale, sai quanto sia impervio il percorso che conduce alla libertà e all’affrancamento dal bisogno. Tu sai, meglio di chiunque altro, che il “bisogno” appartiene al bambino e non all’adulto e sai anche che ogni bambino sogna di diventare adulto prima o poi. Più prima che poi… Tu sai tante cose, mio caro sognatore , sai che “le più belle opere degli uomini sono pervicamente dolorose. Quale dovrebbe essere il racconto della felicità? Niente è raccontabile, se non ciò che la prepara, e poi ciò che la distrugge.”
Hai da sempre sete di verità anche se sai che “è a se stesso che ognuno pretende di assomigliare di meno. Ognuno mette davanti un patrono, poi lo imita; non sceglie nemmeno il patrono che imita; accetta un patrono già scelto a priori. (…) Si ha paura di ritrovarsi soli; e non ci si trova del tutto.” Questa “agorofobia morale” è odiosa a Gide e anche a te e anche per te, come per lui, rappresenta una viltà. Dunque sai che pescare nel profondo può essere molto faticoso, ma le due lune piene di questo mese ti ricompenseranno di ogni tuo sforzo e perfino l’amore sarà capolino tra le stelle.


Potentissimo amico, anche se Agosto è il mese del quale sei signore assoluto, sappi che questa volta passeggerai stralunato nei suoi lunghi giorni e nelle sue notti calde. Ti sorprenderai nello scorgere una vena malinconica nel tuo sguardo generalmente fiero, e ti sorprenderai anche della tua stessa naturalezza nell’abbracciare visioni irreali, visioni che appartengono ai sogni. Non averne timore perché è proprio questo atteggiamento insolito che ti mostrerà un’altra parte di te, una parte che sa indagare ed apprezzare le rovine nostalgiche dell’animo umano. A tal proposito bene ti s’abbina un romanzo come Il Gattopardo, con il suo scorrere lento ed inesorabile verso la rovina, con il suo tempo allo stesso tempo da saga e da omicidio: “La pioggia era venuta, la pioggia era andata via; ed il sole era risalito sul trono come un re assoluto che, allontanato per una settimana dalle barricate dei sudditi, ritorna a regnare iracondo ma raffrenato da carte costituzionali. Il calore ristorava senza ardere, la luce era autoritaria ma lasciava sopravvivere i colori, e dalla terra rispuntavano trifogli e mentucce cautelose, sui volti diffidenti speranze.”


Certo che abbinare Shakespeare a te, mia cara vergine, sembra uno scherzo, eppure durante il mese di Agosto il poeta inglese è l’unico amico che porteresti in viaggio con te. C’è in questo tempo un tuo (finalmente!) diverso tempo che crea una rete per imprigionare ciò che facilmente sfugge: l’amore! Si, siete proprio come il Duca de La notte dell’epifania, che rifugge la musica perché nutrimento d’amore e perché gli fa pensare che l’amore stesso “è così pieno di forme mutevoli da esser lui solo fantasia suprema.”
Cur. Volete andare a caccia, mio signore?
Duca. Di che cosa, Curio?
Cur. Del cervo.
Duca. Si, del cervo d’amore, il cuore, la parte più nobile di me stesso. Oh, quando i miei occhi videro Olivia per la prima volta, mi sembrò che ella purificasse l’aria da una pestilenza! Fu in quell’istante che mi cambiai in un cervo, e i miei desideri, come feroci e crudeli veltri, da allora mi perseguitano sempre.


Non è uno dei soliti aforismi di Wilde che ti propongo, prudente Bilancia, ma una sua “serenata”. Il motivo di tale “sforzo” dovrebbe suggerirti che per te Agosto potrebbe essere un mese delicato sotto vari aspetti, e quindi se riuscirai a coglierne le opportunità, sarà come raccogliere un anemone in un campo minato. Tra le poesie della raccolta di Wilde ho scelto “Serenata” perché sono parole per musica e vorrei che tu ne fossi il compositore. Osa, amico mio, osa e non te ne pentirai:
“O nobile nocchiere, dimmi il vero,
E’ quello l’oro dei suoi bei capelli?
O sono invece stille di rugiada,
Stelle imperlate sulle passiflore?
O buon pilota, vieni e dimmi ancora,
Splende laggiù la sua mano di giglio,
Oppure è sola la fulgida prora,
O solamente la sabbia d’argento?”


“ -Ti sei fatto beccare anche tu, eh?- disse una voce nell’oscurità.
Il cane ci mise un po’ a individuare chi gli aveva rivolto la parola.
-Eppure , sei giovane- riprese la voce, -sei ancora agile, avresti potuta farla franca-.
-Proprio perché è giovane- disse un’altra voce, scorbutica e nasale, – non ha esperienza! Non guarda dove ficca il naso e si ritrova in una trappola senza sapere come-.
- E tu che sei così furbo, come mai sei finito qua dentro?- domandò la prima voce con tono stanco.
- Per me è diverso- guaì la seconda voce; – a me mi hanno beccato mentre dormivo! E ho anche il piacere di dirti che non mi avranno per molto! Alla prima occasione, hop!, me la batto e tanti saluti!-
Caro amico dello Scorpione, facciamo un gioco! A quale dei tre cani qui sopra descritti potresti somigliare durante il caldo mese d’Agosto? Al vecchio che rompe il silenzio, al ruvido e sbruffone che si pone subito al di sopra di tutti o al tenero e sprovveduto protagonista che non sa nemmeno dove lo stanno portando? Io lo so a chi somiglierai e forse ci puoi arrivare anche tu. Ti do un indizio: “abbaiare stanca!”


No, non credo che la tua Signora Arnoux ti regalerà una ciocca dei suoi capelli per la semplice ragione che a differenza di Frédéric Moreau, tu non ti accontenteresti , dopo una lunga attesa, di un nulla di fatto. Sai di essere un maestro, e durante Agosto ancora di più, nel praticare solo quegli amori sensualmente possibili e quindi bene l’amore di una tua Rosannette e meglio ancora quello di una ricca e lasciva signora Dambreuse. Quando si scopre questo tuo aspetto poco romantico, qualcuno sobbalza, qualcun altro esulta nel profondo di se stesso pensando che allora Dio esiste davvero. A te invece non ti sfiora neppure l’idea che un amore impossibile possa essere possibile e quindi , pur apprezzandole, non comprendi fino in fondo il perché di tante parole sprecate per raccontare passioni soltanto immaginate. Per te, è solo tra le lenzuola del mondo che l’amore trova la sua forma perfetta, non è così? E allora non può che piacerti la seguente descrizione, preludio di una futura notte focosa: “Quella sera pranzarono in una locanda in riva alla Senna. La tavola era vicino alla finestra e Rosanette in faccia a lui; e lui contemplava il suo nasino fine e bianco, le labbra all’insù, gli occhi chiari, il grazioso ovale. (…) Tutto aumentava il piacere, l’illusione: si figuravano di trovarsi in viaggio, in Italia, durante la loro luna di miele.”


Agosto, mio amico tutto d’un pezzo, ti vedrà molto rigido sulle tue posizioni. Esprimerai spesso una sottile brutalità e ti trasformerai nel regista che nel testo teatrale entra in conflitto con i suoi attori, attori che si faranno guidare dalle loro pulsioni e passioni per interpretare il testo. La rigidità è davvero fragile nell’universo e può creare molti danni. Non farne le spese. Recita la tua parte in questa vita con tecnica e cuore, domina il tuo copione con il giusto distacco, mettici impegno in tutto ciò che è sottotesto. Osservati dall’esterno, diventa il comprensivo regista di te stesso e, anche quando il dramma richiede una tua autentica commozione, fa che tocchi non lo stomaco, ma il cuore e la testa del tuo pubblico. E sappi che anche nella vita reale esistono semplici attori e grandi interpreti e non sempre si può coglierne la differenza:
Mommina: Vuoi farmi morire?
Verri: Io? Le tue sorelle, quella che fosti, il tuo passato che ti sommuove tutto dentro e ti fa saltare il cuore in gola!
Mommina: Per carità…te ne scongiuro…non respiro più…
Verri: Ma lo vedi ch’è vero, lo vedi ch’è vero quello che dico?
Mommina: Abbi compassione…


Spesso ciò che ci si racconta della propria vita non è la verità e la prospettiva di questa narrazione può portare a confondere definitivamente la realtà con la verità. Questo non vuol dire che la propria esistenza sia stata o sia finta, ma certamente che il proprio mood più profondo si è costruito su una sensazione di perdita costante. Ma poi esiste davvero un racconto che risponde ai fatti oggettivamente veri della propria esistenza? Già il ricostruire attraverso i ricordi il proprio vissuto pone problemi , perché i ricordi possono trasformarsi o comportarsi come i peggiori parassiti del tempo. Insomma, ciò che voglio dirti, mio caro Acquario, è che in Agosto svilupperai la capacità di liberare dall’oscurità volti e personaggi che hanno arricchito, senza che tu te ne rendessi conto fino in fondo, la tua vita e scoprirai il loro vero ruolo, diverso perfino dal tuo onirico incontro con alcuni di loro. La struttura del romanzo di Agota Kristof potrebbe aiutarti a comprendere ciò di cui ti sto parlando. So che lo capirai, magari praticando uno degli esercizi da lei descritti: “Facciamo il nostro esercizio di immobilità nel giardino. Fa caldo. Siamo coricati sulla schiena all’ombra del noce. Attraverso le foglie vediamo il cielo, le nuvole. Le foglie degli alberi sono immobili, anche le nuvole sembrano esserlo, ma se le guardiamo a lungo, con attenzione, notiamo che si deformano e che si allungano.”


Una nonna saggia diceva sempre che l’amore s’incontra per caso, ma che comunque le ragioni del caso non sono casuali. Il bisticcio di parole sottolinea quanto sia difficile parlare dell’argomento più ovvio del mondo. Per esempio, Emile e Marguerite, protagonisti del Gatto, vivono una storia dove l’odio fa parte del loro modo d’amare, il rabbioso silenzio e l’orgoglio il loro modo di comunicare. La loro solitudine dipinge un paesaggio parigino tutto interiore, che ben funziona da specchio per la bislacca vita condotta da marito e moglie. Ciononostante l’uno è vitale per l’altra, ciononostante una dolce e tragica malia li tiene insieme:
“Avete visto quei due svitati?…Sono marito e moglie, e ogni mattina arrivano, prima uno poi l’altro, fingendo di non conoscersi; ognuno fa la sua spesa…Mi chiedo che cosa combineranno tutta la giornata, a casa loro…Lei però era una persona perbene…Il suo primo marito suonava il violino all’Opera e dava lezioni private…”

Napoletano di nascita e romano di adozione, di salda formazione umanista, borsista presso il Teatro Studio di Roma, prosegue la sua formazione con studi di regia cinematografica e televisiva presso la New York University e la School of Visual art di New York. Collabora con vari registi dell’avanguardia romana come Valentino Orfei e Caterina Merlino e con artisti come Giacinto Cerone in qualità di performer. Ideatore e curatore di mostre ed eventi legati all’arte contemporanea, negli ultimi anni si è maggiormente dedicato alla scrittura creativa. E’ancora in distribuzione il suo romanzo “Il pianista e la farfalla”, pubblicato nel 2008. Si è laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma.